IL LIBRO DEI MEDIUM o GUIDA DEI MEDIUM E DEGLI EVOCATORI

Allan Kardec

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13. Lo Spiritismo, dunque, non accetta affatto tutti i fenomeni considerati meravigliosi o soprannaturali. Lungi da ciò, esso dimostra l'impossibilità di un gran numero di credenze e il ridicolo di alcune altre, che costituiscono, per parlare con proprietà di linguaggio, la superstizione. È vero che in ciò che lo Spiritismo ammette ci sono cose che per gli increduli hanno del meraviglioso più puro, altrimenti detto superstizione. Sia pure. Ma almeno non discutete che su questi punti, poiché sugli altri punti non v'è nulla da dire, e voi state predicando a dei convertiti.

Attaccandovi a ciò che lo Spiritismo, lui stesso, rifiuta, voi provate la vostra ignoranza riguardo all'argomento, e i vostri argomenti precipiteranno nel falso. Ma — si dirà — dove si arresta la credenza nello Spiritismo? Leggete, osservate e lo saprete. Ogni scienza si acquisisce solo con il tempo e con lo studio. Ora, lo Spiritismo, il quale tocca le questioni più importanti della filosofia e tutti i settori dell'ordine sociale, il quale abbraccia nello stesso tempo l'uomo fisico e l'uomo morale, è in sé stesso una scienza completa, una completa filosofia che non può essere appresa in poche ore, proprio come non può esserlo qualsiasi altra scienza. Vedere tutto lo Spiritismo in una tavola che ruota, sarebbe altrettanto puerile che vedere tutta la fisica in certi giocattoli per l'infanzia. Per chiunque non voglia arrestarsi alla superficie dello Spiritismo, non si tratta di ore, ma di mesi e di anni: tanti ne necessitano per sondarne tutti gli arcani. Si valuti da ciò il grado di sapere e il valore dell'opinione di coloro che si arrogano il diritto di giudicare, solo perché hanno visto uno o due esperimenti, e, il più delle volte, per distrazione o passatempo. Essi diranno senza dubbio che non hanno l'opportunità di poter dedicare tutto il tempo necessario a questo studio. E sia pure. Niente ve li costringe. Ma allora, quando non si ha il tempo per apprendere una cosa, non ci si mette a parlarne e ancor meno a giudicarla, se non si vuole essere accusati di leggerezza. Ora, quanto più uno occupa una posizione elevata nella scienza, tanto meno è scusabile se tratta con leggerezza un soggetto che non conosce.